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I cittadini europei fanno l’informazione

Le periferie di 2 paesi Italia e Francia

2 partner Associazione Ilaria Alpi Fondazione AgoraVox Francia

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Carta europea del giornalismo partecipativo

Premessa
Giornalismo partecipativo, democrazia, casa comune europea. Sono tre concetti cardine su cui si intende fare leva per investire di una responsabilità nuova gli operatori della comunicazione. Per mettersi al fianco dei cittadini e raccontare la realtà di cui i cittadini stessi sono protagonisti.

Il mondo della comunicazione è in fase di assestamento. I media tradizionali (giornali, radio e televisione) stanno perdendo la leadership sulle informazioni dall’avvento e affermazione di internet. Le nuove forme di giornalismo diffuso e partecipativo che si vengono a generare nella rete stanno contaminando positivamente anche il giornalismo tradizionale.

Il giornalismo partecipativo (o citizen journalism) punta alla valorizzazione delle voci “dal basso”, degli abitanti dei quartieri, delle periferie geografiche o sociali non piu’ solo nazionali. Il pubblico è chiamato a decidere in prima persona l’oggetto della notizia, scippando questo compito ai media mainstream e nel tentativo di emanciparsi dal ruolo di mero spettatore.

Il rischio dell’imposizione delle notizie è l’atomizzazione, la sfiducia dei cittadini, il consolidamento dell’idea che ci sono voci ascoltare ed altre no. E non per la validità delle idee ma per l’identità di chi le esprime. Si insinua la convinzione che quel principio di uguaglianza, che spinge ad essere protagonisti del proprio tempo, che ispira la casa comune europea, non sia che un enunciato. Una tendenza già rivelata dai crescenti tassi di astensione elettorale a livello nazionale ed europeo, dall’apatia e dalla non partecipazione politico-sociale, oltre che dai bassi indici di adesione ai partiti.

Il coinvolgimento diretto dei cittadini nella produzione delle informazioni, accanto ai professionisti del settore, è visto come un mezzo per riportare al centro del discorso pubblico interessi, necessità, criticità, bisogni delle persone comuni, aumentandone il sentimento di appartenenza ai valori alla base della casa europea: democrazia, libertà, uguaglianza, pari opportunità. Dare a questi principi concretezza, vigore e senso significa anche creare occasioni reali di confronto ed informazione autonoma.

Obiettivi
La Carta Europea del giornalismo partecipativo si propone di promuovere e sostenere il giornalismo partecipativo come strada maestra per la costruzione di una cittadinanza attiva e critica non solo a livello nazionale ma nel confronto aperto entro i piu’ ampi confini europei.

Fornire al comune cittadino gli strumenti per comprendere i linguaggi mediali, per favorire l’analisi critica dei messaggi e delle strategie comunicative in modo da coinvolgere nella realizzazione dei contenuti anche i diretti interessati.

A tal fine diviene prioritario promuovere iniziative, dibattiti, riflessioni grazie alla cooperazione delle organizzazioni della società civile a livello europeo. Occasioni in cui il ruolo del giornalista sia messo al servizio del confronto libero nel reciproco rispetto delle parti: un utile intermediario al racconto della realtà, che tenga conto delle ragioni dei soggetti coinvolti, che interpelli esperti ed organizzazioni specializzate, per poter fornire al pubblico l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni. Oltre al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità e di non discriminare nessuno per la razza, la religione, il sesso, le condizioni fisiche e mentali e le opinioni politiche.

Proposte
La carta Europea del giornalismo partecipativo nasce perchè venga riconosciuto e fatto crescere il protagonismo dei cittadini nella sfera pubblica fornendo loro il mezzo necessario per farsi ascoltare dalle istituzioni, a tutti i livelli: nazionale, locale ed europeo.

Il giornalismo torna al servizio delle persone comuni per raccogliere le loro istanze e trasformarle in "notizie" fruibili anche dai media tradizionali.

La carta, inoltre, nasce perchè il giornalismo partecipativo operi nelle zone dove la lontananza delle istituzioni è più evidente, ossia le periferie. Non solo periferie in senso urbanistico: tutti i luoghi in cui cresce il conflitto sociale, all’apparente assenza delle istituzioni si oppone la voglia di ordine stabilità di coloro che vi abitano. Un corto circuito che favorisce la crescita del conflitto sociale, il bisogno di essere ascoltati.

La Carta del giornalismo partecipativo si propone dunque diverse azioni:
- raccontare la vita quotidiana dei quartieri;
- creare uno spazio di confronto sui problemi comuni;
- fornire attraverso “il giornalismo sociale” una intermediazione utile a raccontare le criticità esistenti;
- trovare un modo condiviso per proporre temi all’attenzione della collettività.

Intendimenti
La Carta Europea del giornalismo partecipativo vuole essere un documento per esercitare la propria cittadinanza. Si propone di aumentare nei cittadini la coscienza di appartenere ad un contesto sovranazionale che rispetta diritti e responsabilità.

La Carta è di tutti coloro che vi si riconoscono. Che si auspica possa diventare piattaforma di dialogo e di confronto.

La Carta riconosce nella diversità un valore e non un ostacolo a patto che essa accetti di essere sinfonica.

Raccontare la realtà, ma anche applicare il senso critico e l’autonomia di giudizio sono gli obiettivi che il giornalismo partecipativo dovrebbe attuare. Lo spazio nella rete diviene dunque anche un luogo dove si può realizzare la giustizia, ed esercitare la responsabilità e la solidarietà.